Campagnola (370m. S.l.m.). Piccolo borgo del comune di Marzano Appio provincia di Caserta,Si trova a 40 km da Caserta, 30 km da Cassino( Lazio) e' situato nel Parco Regionale di Roccamonfina( Il Parco ha una estensione di circa 11.200 ettari) immerso nei folti castagneti che ricoprono  tutto l'apparato vulcanico .

Cosa c'e' da vedere?
Per prima cosa una famiglia che viene a Campagnola, viene a scoprire, conoscere,viaggiando a misura d' uomo il vero volto di un ambiente inedito, pieno di fascino, raccontato attraverso antiche vie che collegano i siti rurali di due comuni dell' Alto Casertano(Marzano Appio,Roccamonfina,)ricchi di sorgenti nascoste e mulini abbandonati. Chi vuole dedicarsi alla ricerca di un'acqua pura ed incontaminata, che sgorga spontaneamente dalle viscere del vulcano spento, può fare una passeggiata tra i castagneti e visitare le sorgenti Pantaniello,Turzucardillo e la cosiddetta Fontana Santa, piccola fonte alla quale la popolazione locale attribuisce particolari proprietà curative. Nei pressi della fonte Pantaniello, in località " Marri", ci "si" imbatte in enormi lastroni di lava, modellati dagli agenti atmosferici.
C'e' da visitare la bellissima chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo eretta nei primi anni del XVIII sec. e affrescata nel 1950 dal concittadino Elia Lepore. Dalla copertura si eleva un bel campanile a cuspide conica, sul quale si può ammirare un antichissimo orologio a muro. La chiesa si staglia con il suo candore marmoreo della facciata sul predominante colore verde del paesaggio. La facciata che rivela uno stile rinascimentale, è divisa in tre spazi da due colonne. L’ ingresso è sovrastato da un palco in legno, dove si erge un meraviglioso organo a canne. L’interno a sviluppo longitudinale, diviso da colonne in tre navate, derivato dall’architettura e conformato alle esigenze del culto, termina con un'abside ( struttura architettonica a pianta semicircolare, fornita di volta) che si apre sul fondo della navata centrale. All’ inizio della navata dx si scorge il Battistero ( fonte battesimale) posto su quattro colonne di marmo color avorio. In fondo alla navata dx è collocata la nicchia contenente la statua dell’Addolorata, alla base la bellissima statua di Gesù morto. In fondo alla navata sx si trova la nicchia contenente la bellissima e prodigiosa statua di legno di S. Antonio. In fondo alla navata sx si può ammirare l’altare di marmo di s. Giuseppe, non meno mirabile dell’altare maggiore, il quale similmente tutto in marmo multicolore, alla cui base si scorge la nicchia contenente la statua di gesso e stoffa di S. Filomena. La sosta irresistibile ed attraente, che maestosamente s’ impone in questa SS.ma Chiesa,     sull’ altare maggiore, è l’immenso quadro rappresentante l’Addolorata con Gesù ferito a morte e tutto intorno gli angeli che scendono dal cielo per riportarlo al Padre. Alla destra dell’altare maggiore si trova l’ accesso ai locali della sagrestia, archivio e sala magna della Confraternita dei S.S. Pietro e Paolo. La forma architettonica originaria della chiesa non si conosce, anche se tutta la serie dei vari e successivi lavori, sempre rilevati dagli atti della Confraternita, fanno pensare che la forma originaria della chiesa non abbia subito modifiche sostanziali. A partire dal 1788, anno in cui per la “ Regia Assenza” la confraternita ed il popolo dovettero provvedere in proprio alla chiesa,sono seguiti vari interventi:
1877 > Restauro dell’ organo a canne;
1882 > Restauro della Sala della Confraternita dei S.S. Pietro e Paolo ed approvazione dei lavori di restauro della volta e della tettoia della Chiesa;
1891 > Restauro delle statue della Pietà e del Sacro cuore, nonché dell’ altare e di quanto ad esso sovrastante;
1893 > Inizio del restauro della Chiesa, completato nel 1899, anno in cui vengono riparate le lesioni emerse nelle murature e nelle volte; in tale periodo e precisamente nel 1895, durante il restauro vengono effettuate le decorazioni e viene ricostruito il palco in legno per l’ organo a canne;
1895 > ( 8 settembre 1895) presa di possesso della parrocchia di Campagnola da parte del Rev. Don Giuseppe De Iorio(lettera del parroco di S. Marco di Roccamonfina-canonico Filippo Polito ai campagnolesi):
“ALLEGRATEVI, O CAMPAGNOLESI, CHE GIA IL VOSTRO PARROCO E’ IN MEZZO A VOI, COME IN MEZZO A VOI NACQUE E RINACQUE; FESTEGGIATELO COLLA VESTE ORNATA DI PURA E SANTA GIOIA. EGLI VI MOSTRERA’ LE VIE DELLA VERITA’. ASCOLTATE LA SUA VOCE E LA SUA PAROLA SARA’ PER VOI L’ANNUNZIO DELLA PACE. A VOI RICORDO CHE NELL’ UNIONE E’ LA VITA E LA FORZA, A QUESTO VI CHIAMA OGGI LA SACRA CERIMONIA DELLA PRESA DI POSSESSO DEL VOSTRO PARROCO NOVELLO, RAPPRESENTANTE IL MISTERO DIVINO, IL MISTERO, RAPPRESENTANTE IL MISTERO DIVINO, IL MISTERO DI CRISTO CON LA SUA DILETTA SPOSA LA CHIESA”;
1928 > Viene approvata la realizzazione dell’ abside nella navata centrale, con lavori eseguiti e collaudati nel 1930;
1931 > Realizzazione della balaustra in marmo davanti all’ altare maggiore;
1932 > Costruzione dell’ altare dedicato a S. Giuseppe;
1950 > Vengono realizzati gli affreschi murari dal Sig. Elia Lepore ( artista locale che eseguì anche il restauro del chiostro dei Lattani in Roccamonfina) ultimati da diversa ditta a seguito della dipartita del Sig. Lepore;
1960 > viene eseguito il rivestimento in marmo della facciata.
A seguito dell’ evento sismico del 23/11/1980 la chiesa ha subito una lunga serie di dissesti che, anche se molti non vistosi, incidono profondamente sulla struttura statica dell’ edificio( come la relazione tecnica dell’ arch. Tabellaro di Roccamonfina). In pratica tutti i lavori di restauro e manutenzione eseguiti dal 1800 circa ad oggi hanno impedito la rovina della chiesa. L’ apposizione di tutta una serie di catene in ferro durante il restauro del 1893 non ha, comunque, impedito il verificarsi di lesioni negli archi interni alla chiesa e, cosa più grave il distacco di alcune zone della volta della navata centrale dalle murature portanti, con conseguente dissesto della copertura in capriate di legno e coppi, gia in condizioni statiche precarie. Il tutto ha portato ad infiltrazioni di acqua meteorica all’ interno della chiesa arrecando notevoli danni alle volte ed agli affreschi.
2000 > Rifacimento copertura navate laterali chiesa e copertura locale sagrestia, eseguiti dalla ditta Natale Ragosta e finanziati dalla Curia Vescovile di Teano Calvi, dalla Confraternita dei S.S. Pietro e Paolo e dalle offerte del popolo di Campagnola;
2005 > Rifacimento copertura navata centrale chiesa e scalone in marmo ingresso.
2006 > Manutenzione straordinaria impianto elettrico campane ed orologio,  illuminazione interna campanile.
Bisogna tener presente che a salvaguardia del suddetto luogo sacro esiste da  secoli, un custode speciale “ I CAMPAGNOLESI “. Poi si possono visitare la cappellina della Salita dedicata alla Madonna della Pieta' di recente costruzione, la Cappellina dedicata alla Madonna delle Grazie con all’ interno le bellissime decorazioni.
Nelle vicinanze di Campagnola, nel comune di Marzano Appio 320 m s.l.m. il cui nome  deve  all'omonima famiglia che per secoli n'ebbe la signoria. Da vedere la Chiesa di S. Maria Maggiore e del Carmine, un tratto della Via Latina in località Sarcioni, poi sulla sommità di Terracorpo possiamo visitare il Castello di Marzano o Baronale,  l'epoca di fondazione collocabile su base logico-documentaria intorno ai secoli IX-X, non è documentabile al momento in modo rigoroso, su base archeologica bisogna giungere al 1278 per trovare una esplicita menzione del castello. L'edificio costruito su pianta rettangolare conserva quasi inalterata la facciata principale chiusa ai lati da due torri dal coronamento merlato, in ottimo stato di conservazione sono le grandi cornici di travertino che recingono le aperture delle ampie finestre. All'interno alcune pareti conservano ancora gli stipiti e i battenti di qualche armadio a muro, come visibili sono i caratteristici camini medievali, le decorazioni pittoriche, qualche stanza però più riparata e in migliori condizioni di copertura conserva ancora ornamentazioni e fregi d'epoca però posteriore al 1600. Attaccata al Castello si può visitare la Chiesa dedicata a S. Nicola.Oggi  il castello e la chiesa sono in fase di ristrutturazione.
A 5 km da Campagnola si trova Roccamonfina, dove possiamo visitare il Santuario dei Lattani che sorge quasi sulla sommità del monte omonimo, ad 800 metri sul livello del mare, circondato completamente da splendidi e folti castagni. La vita del santuario va divisa in due periodi nettamente distinti; il primo leggendario con la scoperta della statua della Madonna per mezzo di una capretta, il secondo storico, incominciato verso la fine del 1430 con l’intervento ufficiale di mons. Crispano Vescovo di Teano. La leggenda narra di un pastorello che portava il gregge sul monte Lattani nota che una capra, quasi ogni giorno si staccava dalle altre, si eclissava nel bosco e ritornava la sera con le mammelle colme di latte. Un giorno la vide fermarsi vicino ad una folta siepe, spiccare un salto e internarsi in una grotta. Allora il pastorello si affacciò nella grotta, ma dal terrore ritrasse subito lo sguardo e scappò. Aveva visto la capra accovacciata presso un'arca bianchissima, ai cui lati strisciava un grosso serpente dalla bocca del quale pendevano due chiavi. Più morto che vivo raccolse la capra e tornò al paese. Raccontò a tutti ciò che aveva visto, in breve la borgata fu piena della strana novella, come sempre i pareri furono discordi, ma prevalse l’opinione dei più coraggiosi: recarsi sul monte con il pastorello e perlustrale la grotta. Il racconto corrispondeva esattamente alla realtà. Abbattuta la siepe trovarono la capra accovacciata presso l’arca e videro il serpente che, deposte le chiavi presso l’arca scomparve. Superato il momento d'ansia, di terrore e d’incertezza che aveva invaso gli animi di tutti, aprirono l’arca ed ai loro occhi felici ed estasiati apparve la statua della Vergine col bambino fra le bracce.
E' davvero imperdibile l' escursione alle famose Ciampate del Diavolo, orme umane risalenti ad oltre 350 mila anni fa, nel comune di Tora e Piccilli, in località Foreste. Secondo la tradizione popolare del luogo gli viene attribuito tale nome poichè solamente un demone poteva camminare sulla lava vulcanica senza bruciarsi, le orme in totale sono 56.Esse furono lasciate da tre individui appartenenti all'antichissima specie di ominidi Homo Heidelbergensis (uomo di Heidelberg, il più vecchio del mondo).
A 7 Km da Campagnola il 26/ottobre/ 1860 è avvenuto  uno storico incontro; Vittorio Emanuele II stringe la mano al Generale Garibaldi... verso le ore 8 e mezzo antimeridiane.
La sera del 25 ottobre del 1860 le truppe piemontesi si  accamparono  sotto il paese di Presenzano; e Vittorio Emanuele II alloggiò nel palazzo ducale ospite della famiglia Del Balzo.I volontari garibaldini (brigate Eber, Milano e la legione inglese) bivaccarono  al bosco di Caianello. La mattina alle ore 08:00 ci fù  l'incontro tra Vittorio Emanuele e Garibaldi.
Teano o Caianello?
1)  Il "Diario storico dell'archivio del Ministero della difesa", nel rapporto giornaliero del 26 ottobre 1860, riferisce: "... A Taverna della Catena, S.M. il Re, che col suo quartier generale marcia colle truppe del quarto Corpo, è incontrato dal gen. Garibaldi..." (citato da Nino D'Ambra, Giuseppe Garibaldi cento vite in una, Ed. A.G.Grassi, Napoli 1983 nota a p.160). Anche Alfonso Scirocco (Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo, Ed. Laterza, Roma 2001) descrive l'incontro come avvenuto "presso Teano, al bivio di Taverna Catena, presso una casa rustica e una dozzina di pioppi": Garibaldi si fermò al bivio, dove arrivarono la colonna delle truppe regie e il re stesso, che salutato Garibaldi, procedette a cavallo con lui verso Teano, dove si separarono. Riportano l'incontro come avvenuto a Taverna della Catena anche Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno, in Gaetano Trombatore (a cura di), Memorialisti dell'Ottocento, I, Riccardi Ricciadri Edit., Napoli, p. 889 e ss.; Indro Montanelli, Storia d'Italia, Ed. Fabbri, Roma 1994, vol.31 p.124; della stessa opinione è stato il deputato Valerio Zanone nel suo discorso alla camera in occasione del bicentenario della nascita di Garibaldi (fonte). Già in due resoconti pubblicati sul giornale inglese The Times, rispettivamente il 5 e il 6 novembre 1860 (i due articoli sono pubblicati e tradotti in italiano in (PDF) Adolfo Panarello, Nuova documentazione sull'incontro del 26 ottobre) le testimonianze sembrano discordi: il primo articolo sostiene infatti che l'incontro sarebbe avvenuto a tre quarti d'ora di marcia dalla Taverna della Catena, presso la quale Garibaldi aveva passato la notte, mentre il secondo riferisce invece come Garibaldi avesse pernottato presso la prima taverna sulla strada fuori Calvi e riporta l'incontro con il re come avvenuto invece proprio presso la Taverna della Catena.
2)  Documenti storici e indagini sono riportati nella pagina Relazione definitiva su "L'incontro di Vittorio Emanuele II e Garibaldi". URL consultato il 24 settembre 2008. presente sul sito della Proloco di Teano. Il luogo dell'incontro è riportato presso il ponticello di San Cataldo e la chiesa di Borgonuovo, dove la strada di Caianello girava verso Teano, anche da una pubblicazione ufficiale del 1926 del Ministero della guerra (ufficio storico dello stato maggiore del reale esercito) ad opera del colonnello Cesare Cesari (L'assedio di Gaeta e gli avvenimenti militari del 1860-1861 nell'Italia meridionale).

 

 


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